agenzia delle entrate criptovalute

Dopo un lungo periodo di silenzio, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto novità, molte e importanti, sulla questione delle criptovalute, con particolare focus sulla tassazione. La manovra finanziaria del 2023 ha introdotto elementi di regolamentazione iniziali riguardanti le cripto-attività, ma persistevano dubbi su come applicare la normativa nei periodi precedenti, inclusi il 2022.

Per dissipare incertezze e chiarire punti rimasti aperti, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato una bozza di Circolare che svolge un ruolo cruciale. Questo documento delinea il regime fiscale sia per gli anni precedenti al 2023 che per quelli futuri riguardanti le cripto-attività.

Nel seguente articolo, esamineremo i punti principali sollevati dall’Agenzia delle Entrate riguardo alle criptovalute e le differenze rispetto a quanto sostenuto fino ad oggi.

Agenzia delle Entrate e Criptovalute: Tassazione 2022

Come abbiamo visto nell’articolo “Manovra finanziaria 2023 e criptovalute: le nuove misure fiscali”, nell’ambito della legge di bilancio 2022 sono state introdotte importanti novità riguardanti la tassazione delle criptovalute. Per i contribuenti che in passato non hanno dichiarato le plusvalenze e giacenze di cripto-attività, ora è prevista la possibilità di regolarizzarsi. Questo riconosce la potenziale irregolarità per chiunque abbia posseduto criptovalute fino a oggi e offre un’opportunità di evitare possibili sanzioni.

Il governo e il parlamento, con questa iniziativa, sembrano implicitamente condividere quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate riguardo alle criptovalute fino ad oggi. La bozza di circolare dell’agenzia ribadisce infatti che, per gli anni precedenti al 2023, le valute virtuali sono assimilabili alle valute estere, in linea con quanto espresso nella risposta all’interpello n. 956-39/2018.

Ora vediamo quali sono le conseguenze pratiche di queste nuove disposizioni.

Per dissipare incertezze e chiarire punti rimasti aperti, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato una bozza di Circolare che svolge un ruolo cruciale. Questo documento delinea il regime fiscale sia per gli anni precedenti al 2023 che per quelli futuri riguardanti le cripto-attività.

Nel seguente articolo, esamineremo i punti principali sollevati dall’Agenzia delle Entrate riguardo alle criptovalute e le differenze rispetto a quanto sostenuto fino ad oggi.

Obblighi dichiarativi

L’Agenzia delle Entrate richiede di indicare le criptovalute nel quadro RW, se si verifica una delle seguenti condizioni:

  • Il valore di mercato delle giacenze di cripto-attività supera i € 15.000, anche solo per un giorno.
  • La giacenza media annuale di criptovalute supera i € 5.000, calcolata sulla base del valore di mercato.


In questi casi, è necessario compilare il quadro RW, e queste indicazioni valgono anche per la dichiarazione di quest’anno, con riferimento alle giacenze al 31 dicembre 2022.

Le plusvalenze

Per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze anche in questo caso l’Agenzia delle entrate prevede che per quanto riguarda le criptovalute si applichino i criteri che il legislatore aveva individuato per le valute estere.

Le plusvalenze sarebbero infatti tassate solo al superamento del valore di € 51.645,69 delle proprie giacenze per sette giorni consecutivi. In deroga a questa indicazione tuttavia nella bozza di circolare viene scritto che lo scambio tra crypto non sarebbe fiscalmente rilevante in quanto mancherebbe la finalità speculativa.

Parere dell’Agenzia sul regime fiscale delle criptovalute dal 2023

La manovra finanziaria 2023 ha portato importanti cambiamenti al regime fiscale delle criptovalute, rivoluzionando le disposizioni precedenti. L’Agenzia delle Entrate ha redatto una bozza di circolare per fornire chiarimenti su vari aspetti riguardanti le cripto-attività, inclusa la categorizzazione delle stesse, il calcolo del capital gain e le prove richieste per la dichiarazione fiscale.

Categorizzazione di Cripto-Attività

La legge di bilancio 2023 ha introdotto il rilevante aspetto fiscale degli scambi da crypto a crypto, qualora le cripto-attività abbiano caratteristiche o funzioni diverse. L’Agenzia delle Entrate propone due metodologie di categorizzazione:

Metodo di mantenimento del valore: Qui vengono distinti i token il cui valore è legato a una riserva di altre attività, come valute, titoli di stato e materie prime, da quelli senza alcun “collaterale” sottostante, come le stablecoin (ad esempio USDT, USDC e BUSD). Lo scambio tra queste due categorie sarà soggetto al calcolo delle plusvalenze e alla tassazione.

Funzione economica: Le criptovalute vengono suddivise in base al loro utilizzo da parte dei contribuenti:

  • Token di pagamento: utilizzati come mezzi di pagamento per beni, servizi o trasferimento di ricchezza.
  • Security token: rappresentano diritti economici o amministrativi su un’impresa o un’azienda, simili ad azioni o obbligazioni.
  • Utility token: consentono l’uso futuro di beni o servizi dell’emittente, simili a buoni o voucher.
  • Non-fungible token (NFT): rappresentano l’atto di proprietà e il certificato di autenticità di un bene digitale su blockchain.


Anche in questo caso, il passaggio da una categoria all’altra prevede il calcolo del capital gain, ma non è chiaro se i due criteri debbano applicarsi congiuntamente o separatamente.

È importante notare che il Team di CryptoBooks, in quanto esperti ci contabilizzazione delle cripto-attività ha sollevato diverse criticità riguardo a questa circolare e ne parla nel dettaglio durante il webinar consigliato. Se vuoi approfondire, puoi guardare il seguente webinar, dove analizziamo punto per punto tutte le criticità di questa circolare, con particolare riferimento al parere dell’Agenzia delle Entrate sulle criptovalute.

La compensazione delle plusvalenze in criptovalute secondo l’Agenzia

Dal 2023, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto nuove regole riguardanti le criptovalute, incluso il calcolo delle plusvalenze. Le plusvalenze da criptovalute non rientrano più nelle norme per le valute estere, ma formano una categoria distinta. È importante notare che le minusvalenze precedenti al 2023 non possono essere compensate con plusvalenze future da cripto-attività, ma solo con plusvalenze provenienti da strumenti finanziari tradizionali. D’altra parte, le minusvalenze da cripto-attività possono essere compensate solo con le plusvalenze da cripto-attività, a partire dal 2023.

Un aspetto critico è che il calcolo delle plusvalenze non contempla la sottrazione delle commissioni e dei costi di transazioni pagati agli exchange o alle blockchain dal capital gain, in quanto la norma non ne fa specifica menzione.

Le prove a supporto delle dichiarazioni secondo l’Agenzia

Le dichiarazioni dei contribuenti devono essere supportate da elementi certi e documentati. In mancanza di tali prove, l’Agenzia delle Entrate considererà il costo di acquisto delle criptovalute come zero, aumentando notevolmente il carico fiscale per i possessori di criptovalute.

Le nuove regole sembrano trascurare la complessità del tema. Gli exchange, con l’introduzione del cashout da crypto a crypto, spesso non hanno informazioni accurate sulle cripto-attività possedute dai clienti. Di conseguenza, i contribuenti non saranno in grado di certificare autonomamente il valore delle cripto-attività, come richiesto nella bozza di circolare.

Una soluzione a questo problema potrebbe essere l’utilizzo di strumenti come CryptoBooks, che consentono di monitorare e certificare in modo accurato il valore delle cripto-attività possedute. Abbiamo già sollevato queste preoccupazioni all’Agenzia delle Entrate e speriamo che vengano prese in considerazione nella pubblicazione definitiva delle regole.

Dobbiamo ancora aspettare che l’Agenzia delle Entrate si pronunci in via definitiva sulle criptovalute

La circolare riguardante le criptovalute è ancora in fase di bozza. La consultazione pubblica, che consente ai contribuenti e agli esperti del settore di esprimere le proprie opinioni, deve ancora essere approvata. Dovremo attendere la pubblicazione della versione definitiva per ottenere indicazioni precise.

Nella bozza, l’Agenzia delle Entrate ha esposto il regime fiscale da applicare alle criptovalute, ma sono emerse diverse criticità e punti di incertezza, soprattutto per il 2023 e gli anni successivi.

Il team di CryptoBooks, composto da esperti di criptovalute e contabilità, ha inviato il proprio contributo proponendo soluzioni e ponendo domande per migliorare la circolare e semplificare la vita dei contribuenti che possiedono criptovalute. Tuttavia, l’ultima decisione spetta all’Agenzia, che potrebbe adottare le suggerimenti dei contribuenti oppure mantenerla così com’è.

Vuoi approfondire ancora quanto esposto nella circolare?

Se questo articolo non ha soddisfatto la tua sete di conoscenza, trovi molto di più nel webinar che abbiamo tenuto subito dopo la pubblicazione della bozza. Se ti interessa la fiscalità e la contabilità delle criptovalute allora usa il box in fondo alla pagina per iscriverti alla nostra newsletter. Riceverai ogni settimana video e contenuti aggiornati sull’evoluzione normativa e su come mettersi e rimanere in regola.

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