Fiscalità
20/01/2026
Il regolamento MiCAR disciplina l’accesso al mercato europeo dei crypto-asset (cripto-attività ai sensi del Regolamento MiCAR) intervenendo direttamente sui soggetti autorizzati, sulle attività consentite e sulle condizioni operative richieste per esercitarle. Il suo impianto è costruito a partire dalle funzioni svolte dagli operatori e dal relativo profilo di rischio, collegando ogni autorizzazione a requisiti patrimoniali, organizzativi e di governance specifici.
In questo quadro, le licenze previste da MiCAR non sono indistinte né cumulative. Questo significa che ogni autorizzazione è rilasciata in relazione ad attività puntualmente identificate e abilita l’operatore a svolgere solo determinate funzioni. È su questa base che il regolamento distingue, tra l’altro, tra i Crypto-Asset Service Providers (CASP), che operano sul versante dei servizi, e gli issuer, autorizzati a emettere specifiche categorie di token, come gli Electronic Money Token (EMT).
Il risultato è un perimetro regolamentare articolato, nel quale convivono soggetti con ruoli diversi e livelli di responsabilità differenti. Accanto ai CASP, autorizzati ai sensi del Titolo V, operano gli EMT issuer disciplinati dal Titolo IV e, in un ambito oggi molto più ristretto, gli issuer di Asset-Referenced Token regolati dal Titolo III. Comprendere queste distinzioni è essenziale per leggere correttamente lo stato delle autorizzazioni e il funzionamento del mercato europeo dei crypto-asset.
È su questa struttura che si fonda questo articolo, che ricostruisce lo stato delle autorizzazioni MiCAR oggi rilevabile in Europa, distinguendo tra soggetti pienamente autorizzati e operatori che si collocano ancora in regimi transitori o in assetti nazionali differenziati.”
Nelle sezioni che seguono entriamo quindi nel merito delle categorie rilevanti introdotte da MiCAR e delle entità effettivamente autorizzate, mantenendo il focus sul perimetro regolamentare reale e sulle informazioni necessarie per orientarti senza ambiguità.
Come anticipato in apertura, il MiCAR regola l’accesso al mercato europeo dei crypto-asset attraverso un sistema di autorizzazioni costruito sulle attività svolte dagli operatori. L’autorizzazione non è legata a una qualifica generica, ma a servizi puntualmente individuati o, nel caso degli issuer, a specifiche tipologie di token.
Ogni soggetto che intende operare deve quindi essere autorizzato per un perimetro definito ex ante, con requisiti proporzionati al profilo di rischio dell’attività e alle responsabilità assunte nei confronti degli utenti.
I Crypto-Asset Service Providers sono disciplinati dal Titolo V del regolamento.
Nel processo autorizzativo, l’operatore è tenuto a indicare in modo puntuale quali servizi intende prestare, selezionandoli tra quelli espressamente previsti dal MiCAR. L’autorizzazione rilasciata copre esclusivamente i servizi approvati e non si estende automaticamente ad attività ulteriori o contigue.
Tra i servizi autorizzabili rientrano, tra gli altri:
ricezione e trasmissione di ordini su crypto-asset;
esecuzione di ordini per conto dei clienti;
custodia e amministrazione di crypto-asset;
scambio tra crypto-asset e fondi;
scambio tra crypto-asset;
gestione di una piattaforma di negoziazione.
Il perimetro dei servizi autorizzati incide direttamente sui requisiti applicabili, in particolare in termini di capitale minimo, assetti organizzativi e obblighi di governance, nonché sul livello di responsabilità dell’operatore nei confronti dei clienti.
In termini pratici, il MiCAR distingue tra operatori che non entrano mai nella disponibilità dei crypto-asset dei clienti, soggetti che svolgono attività di custodia o intermediazione diretta e operatori che gestiscono vere e proprie piattaforme di negoziazione. A ciascun profilo corrisponde un diverso grado di complessità regolamentare.
Il regolamento separa in modo netto il ruolo dei CASP da quello degli issuer, disciplinando questi ultimi in titoli dedicati.
Gli Electronic Money Token (EMT) sono regolati dal Titolo IV. Possono essere emessi esclusivamente da banche o istituti di moneta elettronica autorizzati. In questo caso, l’emissione del token si inserisce all’interno di un quadro autorizzativo già esistente, integrato da obblighi specifici in materia di riserve, governance e trasparenza.
Gli Asset-Referenced Token (ART) rientrano invece nel Titolo III. Si tratta di un perimetro oggi molto più ristretto, soggetto a un regime autorizzativo dedicato e a presidi particolarmente stringenti, pensati per token che fanno riferimento a panieri di attività o a valori diversi da una singola valuta ufficiale.
L’autorizzazione MiCAR è rilasciata dall’autorità competente dello Stato membro in cui l’operatore stabilisce la propria sede legale. È questa autorità a valutare la domanda, il perimetro dei servizi richiesti e l’adeguatezza dell’assetto organizzativo rispetto alle attività che si intendono svolgere.
Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’operatore può prestare i servizi approvati anche negli altri Stati membri in regime di passporting, restando però vincolato in modo rigoroso al perimetro autorizzato. Il passaporto europeo non amplia i servizi consentiti, ma ne estende esclusivamente l’operatività geografica.
Nel contesto italiano, il processo autorizzativo coinvolge la CONSOB come autorità competente, con il supporto di Banca d’Italia per i profili prudenziali e di vigilanza. Questo vale in particolare per gli EMT issuer e per gli aspetti legati alla custodia dei crypto-asset e alla gestione dei flussi finanziari, che richiedono presidi rafforzati e un coordinamento stretto tra le autorità.
In Italia, il passaggio dal quadro nazionale previgente al regime pienamente operativo previsto dal MiCAR è accompagnato da un regime transitorio specifico. Il regolamento consente ai prestatori di servizi su crypto-asset già attivi alla data del 27 dicembre 2024 e iscritti nel registro VASP tenuto dall’Organismo Agenti e Mediatori (OAM) di continuare a operare sulla base della disciplina nazionale, a condizione che venga presentata un’istanza di autorizzazione ai sensi del MiCAR entro le scadenze previste.
Il Decreto-Legge n. 95 del 2025 ha chiarito e ridefinito il calendario applicabile al contesto italiano. In particolare, il termine per la presentazione della domanda di autorizzazione come CASP è stato prorogato al 30 dicembre 2025. La possibilità di continuare a prestare servizi in regime transitorio è invece riconosciuta fino al 30 giugno 2026, salvo che l’autorizzazione venga rilasciata o negata prima di tale data.
Durante questa fase, gli operatori restano pienamente soggetti agli obblighi informativi previsti dalla normativa nazionale. Ciò include la trasmissione dei flussi all’OAM e le comunicazioni agli utenti sullo stato di adeguamento al MiCAR. È su questo punto che conviene essere chiari: la presenza commerciale sul mercato non equivale, di per sé, a uno status autorizzativo definitivo, ma va letta alla luce delle tempistiche e delle condizioni proprie del regime transitorio.
Le liste riportate riflettono lo stato delle autorizzazioni MiCAR sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili alla data di redazione e sono soggette ad aggiornamento in funzione delle decisioni delle autorità competenti e delle comunicazioni ufficiali degli operatori. La lista è in continuo aggiornamento.
Formato: operatore | entità autorizzata | Stato membro | nota sul perimetro
Crypto.com | Foris DAX MT Ltd | Malta | servizi di scambio e custodia; perimetro da verificare nel registro ESMA
OKX | OKX Europe Ltd | Malta | autorizzazione CASP con copertura ampia; verifica necessaria sui servizi di trading
Bitstamp | Bitstamp Europe S.A. | Lussemburgo | operatore storico con autorizzazione CASP MiCAR
Coinbase | Coinbase Europe Ltd | Irlanda | autorizzazione CASP per servizi di scambio e accesso al mercato
Bitpanda | Bitpanda GmbH | Bitpanda Asset Management | Germania | Austria | CASP autorizzato; servizi dettagliati nel registro ESMA
Revolut | Revolut Securities Europe UAB | Cipro | autorizzazione CASP per servizi crypto integrati nella piattaforma
eToro | eToro (Europe) Ltd | Cipro | autorizzazione CASP per intermediazione e altri servizi crypto
Boerse Stuttgart Digital | Boerse Stuttgart Digital Custody GmbH | Germania | autorizzazione per servizi di custodia e infrastruttura
Clearstream | Clearstream Banking S.A. | Lussemburgo | autorizzazione legata a servizi di custodia e infrastrutturali
Commerzbank | Commerzbank AG | Germania | autorizzazione CASP per servizi crypto in ambito bancario
Aave (Push) | Push Virtual Assets Ireland Ltd | Irlanda | autorizzazione CASP per servizi di on-ramp e off-ramp e integrazioni Web3
Kraken | Payward Europe Solutions Ltd | Irlanda | autorizzazione CASP rilasciata dalla Central Bank of Ireland
Bybit EU | Bybit EU GmbH | Austria | autorizzazione CASP con sede europea a Vienna
Trade Republic | Trade Republic Bank GmbH | Germania | autorizzazione CASP MiCAR per custodia ed esecuzione ordini crypto in perimetro bancario
Nota: il perimetro dei servizi autorizzati è consultabile nel registro ESMA dei CASP; la presenza in elenco non implica equivalenza funzionale tra operatori
Circle | Circle Internet Financial Europe | Francia | issuer di EURC e USDC
Société Générale - Forge | Société Générale - Forge | Francia | issuer di EURCV
Monerium | Monerium ehf | Islanda | SEE | issuer di EURe
Quantoz Payments | Quantoz Payments B.V. | Paesi Bassi | issuer di EURQ, EURD e USDQ
Membrane Finance | Membrane Finance Oy | Finlandia | issuer di EUROe
Banking Circle | Banking Circle S.A. | Paesi Bassi | issuer di EURI
AllUnity | AllUnity GmbH | Germania | issuer di EURAU
Schuman Financial | Schuman Financial SAS | Francia | issuer di EURØP
StablR Ltd | StablR Ltd | Unione Europea | issuer di EURR e USDR
Stable Mint | Stable Mint | Unione Europea | issuer di EURSM e USDSM
Fiat Republic | Fiat Republic B.V. | Paesi Bassi | issuer di ENEUR
Alla data di redazione non risultano issuer con autorizzazione pienamente conclusa ai sensi del Titolo III MiCAR. I progetti riconducibili concettualmente alla categoria degli Asset-Referenced Token non figurano nei registri ESMA come soggetti autorizzati
Le autorizzazioni MiCAR riportate nelle sezioni precedenti vanno lette come una fotografia del perimetro regolamentare europeo, non come una classificazione dell’affidabilità commerciale delle piattaforme o una guida all’utilizzo operativo dei singoli servizi.
La presenza in elenco indica che una specifica entità giuridica ha ottenuto un’autorizzazione per svolgere determinate attività o per emettere specifiche tipologie di token, entro i confini tracciati dal regolamento. L’assenza dalle liste, allo stesso tempo, può dipendere da fattori diversi: un regime transitorio ancora in corso, una domanda di autorizzazione pendente, oppure la scelta di non operare nel perimetro MiCAR.
Nel caso degli Electronic Money Token, il punto centrale non è la piattaforma su cui il token circola, ma lo status regolamentare dell’issuer che lo emette. È questo elemento che determina se un token rientra o meno nel quadro previsto dal Titolo IV del regolamento.
L’entrata in vigore del MiCAR ha già prodotto effetti concreti sul mercato europeo dei crypto-asset. In diversi casi si è osservata una razionalizzazione dell’offerta, con l’eliminazione o la limitazione di token e servizi che non trovavano un inquadramento coerente all’interno del nuovo quadro regolamentare. Un esempio pratico è la dinamica di delisting di alcune stablecoin da parte di operatori regolamentati dopo l’introduzione di MiCAR, analizzata anche nel nostro approfondimento.
Il fenomeno è particolarmente evidente nel segmento delle stablecoin. La distinzione introdotta dal MiCAR tra Electronic Money Token e altre forme di token ancorati a valute o asset ha inciso direttamente sulla loro disponibilità presso operatori regolamentati e sulla struttura dei servizi offerti.
Questi aggiustamenti non rappresentano anomalie di mercato, ma l’applicazione diretta di un framework che lega l’operatività alla presenza di autorizzazioni formali, verificabili e coerenti con le attività effettivamente svolte.
Con l’entrata in vigore del MiCAR, l’operatività su crypto-asset in Europa dipende in modo diretto dalle autorizzazioni possedute dagli operatori coinvolti, dai servizi effettivamente prestati e dallo status regolamentare degli issuer. La distinzione tra CASP autorizzati, EMT issuer e regimi transitori ha ricadute concrete sul piano regolamentare, fiscale e contabile, oltre che nella gestione del rischio operativo.
Quando si utilizzano più piattaforme, si detengono o si scambiano stablecoin diverse, oppure si interagisce con entità stabilite in Stati membri differenti, diventa essenziale ricondurre ogni operazione al soggetto autorizzato corretto e al relativo perimetro di servizio. Questo passaggio incide direttamente sulla qualificazione delle operazioni, sulla loro corretta rappresentazione e sulla tenuta complessiva del framework di compliance.
CryptoBooks opera su questo livello, collegando le singole operazioni ai soggetti coinvolti, ai servizi autorizzati e al contesto normativo applicabile. L’obiettivo è mantenere coerenza tra attività svolte, dati utilizzati e obblighi fiscali e regolamentari, supportando una gestione ordinata e verificabile delle posizioni in crypto-asset nel tempo.
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