Fiscalità
30/08/2024
Se hai ricevuto un airdrop di criptovaluta ti sarai sicuramente chiesto in che modo sono tassati e quando vanno versate le relative imposte. In questo articolo ti spieghiamo tutto ciò che devi sapere sul tema!
Gli airdrop di criptovalute, una pratica comune nel mondo delle criptovalute, consistono nella distribuzione gratuita di token a specifici indirizzi di wallet. Questa operazione, spesso utilizzata come strategia di marketing o per premiare la fedeltà degli utenti, ha implicazioni fiscali rilevanti che devono essere comprese dai destinatari.
Un airdrop è una distribuzione gratuita di criptovalute da parte di un progetto blockchain a una serie di indirizzi di wallet. Questi airdrop possono essere utilizzati per vari scopi, come promuovere un nuovo progetto, aumentare la visibilità di una criptovaluta o premiare gli utenti che detengono determinati token. Si ottengono in vari modi, ad es. utilizzando una certa blockchain e rendendosi quindi “eleggibili” per essere i destinatari di questi “regali”; oppure compiendo certe azioni, o ancora rientrando tra i primi a creare un wallet e movimentarlo, e così via.
Fino al 2022, la tassazione delle criptovalute in Italia era caratterizzata da una certa incertezza. Non esisteva una normativa specifica per le criptovalute, e si applicavano le norme generali sulla tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi.
Sebbene ci fossero grosse lacune normative, si era creato un “corpus” di regole derivate da interpelli dell’Agenzia delle Entrate, sentenze dei tribunali amministrativi e tributari - come una pronuncia sull'obbligo di monitoraggio fiscale inerente le criptovalute -, nonché interpretazioni giurisprudenziali e di fiscalisti. Tale corpus forniva indicazioni anche per il caso degli airdrop.
Quello che apparentemente sembrava essere l’interpretazione maggioritaria prevedeva l’obbligo di dichiarare l’ammontare in € degli airdrop ricevuti, al momento della ricezione, nel quadro RL della propria dichiarazione dei redditi, modello Redditi Persone Fisiche.
Ciò significa che gli airdrop venivano tassati esattamente come viene tassato il reddito soggetto a IRPEF, quindi seguendo gli stessi "scaglioni" fiscali. Le cose sono radicalmente cambiate (in meglio!) a partire dal 2023.
Con l'introduzione della Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022), conosciuta anche come "Legge Crypto", sono state apportate modifiche significative al regime fiscale delle criptovalute. Questa legge ha introdotto un regime fiscale dedicato, con definizioni e classificazioni specifiche per le criptovalute.
Tuttavia, sugli airdrop non sembra aver destinato alcuno dei diversi commi dedicati alle “cripto-attività”. Dobbiamo, dunque, ragionare un po’ per analogia, un po’ per buon senso, un po’ affidandoci alle indicazioni “ante-legem” crypto 2023 che abbiamo.
La norma sulle imposte relative ai rewards da staking secondo alcuni potrebbe applicarsi per analogia agli airdrop. In tal caso, quest'analogia sembrerebbe proprio suggerire che debbano calcolarsi non appena i rewards sono stati ricevuti. Infatti, secondo la normativa attuale, le ricompense da staking sono considerate "proventi derivanti dalla detenzione di cripto-attività" e sono soggette a tassazione al momento della percezione, senza alcuna deduzione.
Secondo la nostra interpretazione, non è così: gli airdrop non sono, tecnicamente parlando, “proventi derivanti dalla detenzione di cripto-attività”. Per la verità, la fattispecie più simile sembrerebbe essere quella della ricezione di donazione di criptovalute, figura ben regolata dal legislatore anche in tema di criptovalute. Se così fosse, dovremmo versare l’imposta (pari al 26% sull’intero valore del token) al momento del realizzo del guadagno, cioè nel momento in cui ne facessimo "cash-out".
Infatti, così come nella donazione il donante assume come prezzo di carico delle criptovalute ricevute quello del donatario, anche nel caso di airdrop potremmo assumere che il prezzo di carico di chi “airdroppa” il token, che di regola è l’emittente, sia pari a 0; e che, dunque, sempre 0 sia il prezzo di chi lo riceve.
Questo significa anche, tuttavia, che se il donatario (chi effettua la donazione) non dovesse essere l’emittente ma qualcuno che, a sua volta, ha acquistato il token pagandolo un determinato prezzo, in tal caso dovremmo prendere quel prezzo come nostro prezzo di carico!
In questi casi diventa dunque importante farsi trasmettere dal donatario il prezzo di carico della criptovaluta che ci sta “airdroppando”.
Se ricevi un airdrop, non è detto che hai realizzato un guadagno. Magari il token ricevuto come airdrop ha poco mercato oppure cala drasticamente di valore dopo l’evento di airdrop. Magari e più semplicemente lo vuoi conservare per un momento futuro.
I proventi da airdrop, dunque, sono tassati al momento del realizzo e non della semplice percezione, seguendo ossequiamente le indicazioni per la donazione. Ossia, quando i token vengono accreditati nel wallet dell'utente.
Dal 2023, i proventi da airdrop devono essere dichiarati nel Quadro RT della dichiarazione dei redditi. Il valore del token al momento del realizzo deve essere sommato al totale dei corrispettivi e tassato al 26%.
Esempio Pratico
Supponiamo che un utente riceva 10 token tramite un airdrop, ciascuno del valore di 100€. Il valore complessivo dell'airdrop è di 1.000€, che verrà tassato al 26%, risultando in un'imposta di 260€ da pagare quando questi token verranno ceduti in una delle ipotesi di "cash-out".
La tassazione degli airdrop di criptovalute è un aspetto cruciale per gli investitori in questo settore. È essenziale rimanere aggiornati sulle normative fiscali vigenti e considerare l'impatto fiscale delle operazioni in criptovalute. L'utilizzo di software specializzati, come CryptoBooks, può aiutare a gestire correttamente la rendicontazione fiscale delle criptovalute, assicurando la conformità alle leggi italiane.
CryptoBooks è una piattaforma che consente di tracciare tutte le proprie cripto-attività e di rendicontarle fiscalmente in modo corretto e conforme alla legge italiana più recente. Provalo gratuitamente per 7 giorni, senza impegno!
Fiscalità
02/02/2024
Depositare le proprie criptovalute in una liquidity pool è uno dei casi d’uso più comuni della Finanza Decentralizzata. In questo articolo vediamo come funziona.
Leggi l'articoloFiscalità
02/02/2024
Ecco quali sono le scadenze fiscali 2024 per chi possiede criptovalute.
Leggi l'articoloFiscalità
02/02/2024
In questo articolo vediamo insieme come alcuni exchange applicano le commissioni alle diverse transazioni in criptovalute.
Leggi l'articoloFiscalità
02/02/2024
In questo articolo vediamo insieme quali sono le norme introdotte dalla manovra finanziaria 2023 in materia di fiscalità delle criptovalute.
Leggi l'articoloCryptoBooks calcola le tasse sulle tue criptovalute con il 100% di accuratezza: la tranquillità di report fiscali corretti, da consegnare direttamente al tuo commercialista.
CryptoBooks supporta centinaia di integrazioni, da quelle più diffuse a quelle di nicchia, tramite API o CSV per gli exchange. Puoi anche connettere direttamente chain e wallet. E se non trovi ciò che cerchi, puoi creare integrazioni personalizzate.
Affidati alle procedure guidate o alla nostra AI per la riconciliazione delle transazioni crypto, su misura per te. Potrai contare sul nostro supporto dedicato, in ogni momento.
Scegli i parametri di esportazione e scarica i quadri pre-compilati e i report fiscali da consegnare al tuo commercialista. Rispettiamo le leggi italiane al 100%.