Fiscalità
27/01/2025
Hai criptovalute non dichiarate? Non aspettare oltre: grazie al ravvedimento operoso, puoi regolarizzare la tua posizione fiscale in modo semplice, evitando sanzioni e garantendoti tranquillità. Agire subito significa ridurre i danni e costruire una gestione trasparente e sicura del tuo patrimonio digitale.
Con il ravvedimento operoso puoi regolarizzare eventuali omissioni o errori, beneficiando di sanzioni ridotte, evitando controlli futuri e garantendo una maggiore serenità nella gestione della tua fiscalità crypto.
In questa guida scoprirai passo dopo passo come utilizzare il ravvedimento operoso per sanare le tue cripto-attività non dichiarate. Ti fornirò consigli pratici per affrontare le prossime dichiarazioni fiscali senza errori, ritardi o complicazioni, trasformando un obbligo complesso in un processo più gestibile.
Con la crescente diffusione delle criptovalute, le normative fiscali sono diventate sempre più stringenti. Questo ha reso indispensabile per i contribuenti capire come gestire correttamente la propria posizione fiscale, evitando sanzioni pesanti.
Il ravvedimento operoso per le crypto rappresenta un’opportunità concreta per sanare errori o omissioni e prevenire conseguenze più gravi, che includono:
multe elevate, calcolate in base al valore non dichiarato;
interessi di mora, che aumentano con il passare del tempo;
procedimenti penali, in caso di somme non dichiarate superiori a determinate soglie.
Muoversi il prima possibile ti permette di ridurre sensibilmente il peso delle sanzioni e, dopo aver sistemato il passato, potrai pianificare le dichiarazioni future in modo sereno e strategico. Questo assume particolare importanza alla luce delle novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, come l’eliminazione della soglia esentasse e l’aumento dell’aliquota sulle plusvalenze dal 2026, che abbiamo riassunto in questo articolo.
Dopo aver compreso l’importanza di regolarizzare la tua posizione fiscale, vediamo come funziona il ravvedimento operoso e quali sono i passaggi fondamentali per utilizzarlo correttamente.
Il ravvedimento operoso è uno strumento previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, che permette ai contribuenti di sanare spontaneamente errori, omissioni o ritardi nei versamenti fiscali, usufruendo di sanzioni ridotte. Questo strumento rappresenta la soluzione per chi non ha dichiarato correttamente le proprie cripto-attività, per evitare potenziali accertamenti fiscali e il conseguente aggravio di costi e stress.
Per utilizzarlo correttamente, andiamo a scoprire quali sono i passaggi fondamentali.
Se non dichiari le giacenze delle tue criptovalute nel Quadro RW, rischi sanzioni significative: dal 3% al 15% del loro valore, che possono salire fino al 30% se gli asset sono detenuti in paesi inclusi nella black list.
La blacklist, nel contesto fiscale, è un elenco di paesi considerati a rischio per il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo, spesso caratterizzati da scarsa trasparenza e collaborazione internazionale
Per le imposte non versate, fino al 31 agosto 2024 si applica una sanzione ordinaria pari al 30% dell’importo non versato. Dal 1° settembre 2024, tale sanzione ordinaria scende ufficialmente dal 30% al 25% (art. 13, D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024). Questo rende il ravvedimento operoso ancora più vantaggioso, poiché tutte le riduzioni previste (ad esempio: 1/9, 1/8, ecc.) saranno calcolate su una sanzione di base inferiore.
Quando regolarizzi la tua posizione, è fondamentale determinare chiaramente cosa devi regolarizzare, perché gli importi dovuti cambiano sensibilmente in base alla tipologia di omissione.
Se non hai dichiarato plusvalenze crypto (Quadro RT), dovrai calcolare:
l’imposta non versata sulle plusvalenze non dichiarate;
gli interessi di mora, applicati sulla base del tasso legale vigente per ogni anno di ritardo;
la sanzione ridotta, calcolata sulla base della sanzione ordinaria prevista (30% fino al 31/8/2024, 25% dal 1/9/2024).
Se invece non hai dichiarato le criptovalute detenute nel Quadro RW e quindi non hai versato l’Imposta sulle Cripto-Attività (IC o IVACA), dovrai:
determinare il valore complessivo delle criptovalute possedute al 31 dicembre di ogni anno fiscale omesso;
calcolare l’imposta patrimoniale IC (2‰ annuo sul valore dichiarato);
applicare gli interessi di mora giornalieri, considerando il tasso legale vigente (5% nel 2023, 2,5% nel 2024 e 2% nel 2025);
applicare la sanzione ridotta specifica per l’IC (con percentuali analoghe a quelle valide per le imposte non versate).
Puoi naturalmente effettuare un ravvedimento operoso combinato, regolarizzando sia le plusvalenze non dichiarate che l’imposta patrimoniale IC.
Affrontare la regolarizzazione in maniera distinta e precisa per ogni anno fiscale e per ogni imposta non dichiarata ti permette di avere una panoramica chiara delle cifre dovute e sfruttare appieno le agevolazioni offerte.
Ricorda che a partire dal 1° settembre 2024, se regolarizzi entro 14 giorni (ravvedimento sprint), la sanzione giornaliera passa da 1% a 0,83% al giorno (12,5% invece che 15%), con un ulteriore abbattimento finale allo 0,08% giornaliero (riduzione a 1/10). Anche nel ravvedimento breve (15-30 giorni), la sanzione finale da ravvedimento scende da 1,5% a 1,25%. Pertanto, agire tempestivamente dopo questa data comporta un risparmio ancora più rilevante.
Suggerimento: valuta di effettuare il ravvedimento il prima possibile, indipendentemente dal tipo di imposta (plusvalenze o IC). Prima intervieni, minore sarà l’importo complessivo da versare.
Tabella 1 (fino al 31 agosto 2024) – situazione precedente, sanzione ordinaria del 30%
Tabella 2 (dal 1° settembre 2024) – situazione aggiornata, sanzione ordinaria ridotta al 25%
La normativa fiscale sulle criptovalute ha subito cambiamenti rilevanti negli ultimi anni, rendendo indispensabile distinguere chiaramente tra le regole in vigore fino al 2022 e quelle introdotte dal 2023.
Prima del 2023, la tassazione delle criptovalute era caratterizzata da regole poco definite, che spesso lasciavano spazio a interpretazioni soggettive.
Quadro RW: era necessario dichiarare le giacenze detenute su exchange esteri o wallet privati;
Plusvalenze superiori alla soglia di €51.645,69: guadagni tassabili solo in caso di superamento della soglia, calcolata su un periodo continuativo di 7 giorni.
Per approfondire le normative di quel periodo, ti invito a consultare questo articolo. Una volta chiarito il contesto normativo pre-2023, torna a questa guida per capire come regolarizzare la tua posizione fiscale.
Con la Legge di bilancio 2023, la fiscalità sulle criptovalute ha subito una svolta significativa, eliminando le ambiguità del passato e introducendo regole più chiare e rigorose.
Dal 2023, infatti, sono stati introdotti due tipi di obblighi fiscali distinti, ciascuno dei quali puoi sanare tramite ravvedimento operoso.
Obblighi dichiarativi:
Quadro RW/W (Monitoraggio): dichiarare tutte le cripto-attività detenute
Quadro RT/T: dichiarare le plusvalenze derivanti dalla vendita/scambio delle criptovalute
Obblighi impositivi:
Pagamento dell’imposta patrimoniale, calcolata al 2‰ sul valore delle criptovalute dichiarate nel Quadro RW
Pagamento dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze derivanti dalle compravendite crypto
Se non hai rispettato questi obblighi dal 2023 in poi, il ravvedimento operoso rappresenta un’opportunità per regolarizzare la tua posizione fiscale in linea con il nuovo quadro normativo, evitando sanzioni pesanti.
Affrontare il processo di ravvedimento operoso può sembrare complesso, ma con un approccio organizzato e gli strumenti giusti, è possibile gestire tutto con serenità. Di seguito, i passi chiave per regolarizzare la tua posizione fiscale.
Il primo passo è raccogliere tutte le informazioni necessarie per ricostruire la tua posizione fiscale:
transazioni effettuate: crea un report completo e riconciliato;
plusvalenze e minusvalenze: calcolale seguendo il metodo LIFO;
giacenze annuali: documenta il valore delle tue criptovalute al 31 dicembre di ogni anno;
movimenti tra wallet: garantisci trasparenza su eventuali trasferimenti;
nota integrativa: prepara una documentazione trasparente per supportare eventuali verifiche fiscali.
Quando regolarizzi la tua posizione, è fondamentale determinare chiaramente cosa devi regolarizzare, perché gli importi dovuti cambiano sensibilmente in base alla tipologia di omissione.
Se non hai dichiarato plusvalenze crypto, dovrai calcolare:
l’imposta non versata sulle plusvalenze non dichiarate (26%);
gli interessi di mora giornalieri, applicati in base al tasso legale vigente* per ogni anno di ritardo (5% nel 2023, 2,5% nel 2024 e 2% dal 2025);
la sanzione ridotta calcolata sulla base della sanzione ordinaria (30% fino al 31/8/2024, 25% dal 1/9/2024).
Se invece non hai dichiarato le criptovalute detenute nel Quadro RW e quindi non hai versato l’Imposta sulle Cripto-Attività (IC o IVACA), dovrai:
determinare il valore complessivo delle criptovalute possedute al 31 dicembre di ogni anno fiscale omesso;
calcolare l’imposta patrimoniale IC (2‰ annuo sul valore dichiarato);
applicare gli interessi di mora giornalieri, considerando il tasso legale vigente (5% nel 2023, 2,5% nel 2024, 2% nel 2025);
applicare la sanzione ridotta specifica per l’IC, analogamente a quelle previste per le imposte non versate.
*Il tasso legale vigente viene aggiornato generalmente una volta all’anno, con validità dal 1º gennaio al 31 dicembre, salvo diverse disposizioni. Puoi consultare i tassi aggiornati e ulteriori dettagli sul sito ufficiale dell'Agenzie delle Entrate.
Puoi naturalmente effettuare un ravvedimento operoso combinato, regolarizzando sia le plusvalenze non dichiarate che l’imposta patrimoniale IC.
Affrontare la regolarizzazione in maniera distinta e precisa per ogni anno fiscale e per ogni imposta non dichiarata ti permette di avere una panoramica chiara delle cifre dovute e sfruttare appieno le agevolazioni offerte.
Se hai omesso di versare un’imposta sostitutiva di €10.000 su plusvalenze e regolarizzi dopo 300 giorni (ad esempio, omesso versamento con scadenza originaria al 30 giugno 2023, regolarizzato a fine aprile 2024), devi considerare i diversi tassi legali applicabili.
Interessi moratori:
dal 2023 (184 giorni al tasso del 5%) = €10.000 × 5% × 184 / 365 = €252,05
dal 2024 (tasso ridotto al 2,5% per 116 giorni rimanenti) = €10.000 × 2,5% × 116 / 365 = €79,45
Totale interessi moratori: €331,50
Sanzione ridotta (ravvedimento lungo, 1/8 del 30%):
€10.000 × 30% / 8 = €375,00
Totale dovuto:
€10.000 (imposta) + €331,50 (interessi) + €375,00 (sanzione) = €10.706,50
Abbiamo applicato correttamente entrambi i tassi legali vigenti nel periodo interessato (2023: 5%, 2024: 2,5%). La sanzione resta 30% (ridotta a 1/8) perché la violazione dell’esempio è stata commessa prima del 1° settembre 2024.
Il pagamento degli importi avviene compilando il Modello F24 con i codici tributo specifici.
Per le plusvalenze crypto:
1100: Imposta sostitutiva su plusvalenze
1945: Interessi legali per ravvedimento su imposta sostitutiva
8945: Sanzioni ridotte per ravvedimento su imposta sostitutiva
Per imposta patrimoniale IC/IVACA (2‰ annuale sul valore delle criptovalute, quadro RW)
4048: Imposta patrimoniale su attività finanziarie detenute all’estero (IVACA/IC)
1943: Interessi legali per ravvedimento su imposta patrimoniale
8943: Sanzioni ridotte per ravvedimento su imposta patrimoniale
Assicurati di verificare i codici tributo aggiornati sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o nella nostra guida ai codici tributo crypto.
Dopo il pagamento, è necessario aggiornare i dati fiscali tramite una dichiarazione integrativa. Questo passaggio è indispensabile per comunicare la correzione degli errori e delle omissioni per cui si effettua il ravvedimento, in modo da ottenere conformità fiscale.
La dichiarazione può essere trasmessa tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel). Ricorda di conservare la ricevuta di trasmissione per eventuali future verifiche.
Una volta completati i passaggi precedenti, è fondamentale:
conservare la documentazione relativa al ravvedimento operoso, inclusi report delle transazioni, dichiarazioni integrative, ricevute di pagamento e interessi calcolati;
monitorare la conformità fiscale futura, aggiornando regolarmente la dichiarazione delle tue criptovalute e rispettando le scadenze fiscali.
Questo ti consentirà di essere sempre in regola, evitare complicazioni e affrontare con serenità eventuali verifiche fiscali.
Mettere in regola la tua situazione fiscale non è solo un dovere, ma un investimento nella protezione e nella trasparenza del tuo patrimonio crypto. Sfruttare subito il procedimento del ravvedimento operoso per le crypto ti permette di evitare sanzioni, complicazioni e incertezze, trasformando il complesso obbligo della dichiarazione fiscale in un'azione consapevole e strategica.
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